L’entrata in scena dei dispositivi mobili è stata in grado di rivoluzionare completamente la nostra vita, la società intera… e l’advertising.

E non parliamo solo della SEO.

Nel 2014, stando ai dati di Audiweb, nel nostro Paese i cibernauti “mobili” avevano già da tempo superato quelli fissi: su un totale di 19,8 milioni di utenti, 12,5 provenivano solo da computer, mentre ben 14,5 da smartphone e tablet. Nel 2017, addirittura, in Italia erano 34 i milioni di persone a possedere uno smartphone, secondo l’ANSA.

Numeri importanti, che hanno fatto riflettere su quanto sia fondamentale, oggi, possedere un sito web in grado di adattarsi al dispositivo dal quale viene visualizzato: fantascienza, fino a qualche anno fa – quando addirittura dovevano essere adoperati domini differenti in base alla tipologia di template e di visualizzazione da ottenere -, normale amministrazione, invece, ai giorni nostri, in cui “fluidità” è la parola d’ordine.

SITI WEB RESPONSIVE: PREMIATI DA GOOGLE

Era il 2013 quando Google lanciò il concetto del Mobile Friendly, ufficializzando la questione “ranking” in un comunicato del 2015: in sostanza, qualunque sito web sarebbe stato valutato anche in base alla propria ottimizzazione in ottica mobile, per cui anche vecchie “rocce” del World Wide Web avrebbero potuto risentirne enormemente se non si fossero adeguate.

In una rete che si popolava sempre più di traffico proveniente da dispositivi mobili di ultima generazione, come smartphone e tablet, l’intenzione del colosso di Mountain View era palese: premiare chi offriva un’esperienza positiva sul proprio portale in ogni condizione, anche perché, stando proprio ai dati raccolti dall’azienda, il 61% degli utenti che visitano un sito non mobile friendly lo abbandona subito, ritrovandosi a cercare lo stesso tipo di informazioni su siti competitor che consentono un’esperienza di navigazione migliore. Molte realtà ancora non ottimizzate o “ibride” incassarono male questo colpo poichè, per un lungo periodo di tempo, Google appose una etichetta di riconoscimento per i portali web ottimizzati, arretrando tutti gli altri nella SERP.

Oggi questa simbologia non esiste più, perché la possibilità di rendere un sito web adatto per ogni tipo di dispositivo ha influito moltissimo nell’omologazione di gran parte della rete: d’altro canto è l’azienda stessa a suggerire di strutturare i propri siti come responsive (cioè con un foglio di stile CSS che vada a modificare il tema a seconda del dispositivo con cui il sito viene visualizzato) e non come prettamente mobile. Il motivo? La struttura del portale, in questo modo, ha il compito di adattarsi e non dipende dal tipo di dispositivo coinvolto ma, semplicemente, dalla larghezza della sua finestra: questo significa che anche i dispositivi futuri e non ancora inventati potranno tranquillamente interfacciarsi con questi siti, fornendo all’utenza un’esperienza perfettamente personalizzata, senza la necessità di un doppio dominio.

LA GOOGLE SEARCH CONSOLE

Uno strumento utilissimo che consente di verificare la facilità di utilizzo di un sito web sui dispositivi mobili è la Google Search Console. È sufficiente inserire l’Url della pagina e cliccare su “Test” per conoscere il punteggio, ricevere informazioni diagnostiche e, eventualmente, essere avvisati di eventuali errori critici (come, ad esempio, contenuti compromessi) e semplificare la gestione della visualizzazione attraverso degli “Help” creati appositamente.

Lo stesso strumento funziona anche per App Android.